Informazioni sui luoghi delle escursioni 

Fiume Cavata

Il Cavata è uno dei fiumi principali della pianura pontina e, senza dubbio, il più incontaminato. 

Sorge ai piedi dei monti lepini dove laghi, collinette e sorgenti sulfuree gli danno origine e si riversa nel Canale principale della bonifica, il Portatore, che da lui si origina a Borgo Faiti, la Foruum Appii della letteratura latina, sull'Appia.

Da porto commerciale della Sermoenta medievale a fonte per l'agricoltura della zona, ora è diventata una strada d'acqua sulla quale pagaiare per godere della natura e della storia in una atmosfera letteralmente fuori dal tempo.

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Cantina Casale del Giglio

Tra le più importanti realtà vinicole laziali, è stata una delle prime cantine a puntare sulla qualità, tanto da portare avanti progetti di ricerca Universitari per il miglioramento qualitativo delle uve e della vinificazione raggiungendo livelli altissimi riconosciuti a livello internazionale.

Oltre che per la produzione vinicola, la cantina è interessante per la sua ubicazione: i vitigni poggiano sul sito archeologico di Satricum e l'area produttiva è immersa nel verde con laghetti, boschi e giardini ben curati.

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Lago di Sabaudia

Certo i romani sapevano come passare bene le vacanze! Le loro mete preferite sono le stesse dei romani di oggi, e non solo! Il lago di Paola è una di queste.

Sulle sponde del lago si può godere di Archeologia e natura in una commistione unica. Ai piedi del Promontorio di Circe, luogo protetto in cui sostavano le navi da guerra quando il mare era grosso, c'era anche il terminale di una importantissima via d’acqua, la cosiddetta Fossa Agusta che collegava Roma a Terracina attraverso fiumi, laghi costieri e canali.

Ancora oggi è possibile godere un tratto di queste vie d'acqua ed il modo migliore per farlo è sicuramente la Canoa.

Pagaiando si possono attraversare i canali che congiungono il lago al mare, costeggiando dune, boschi, ponti settecenteschi e porti romani antichi per poi raggiunge la maestosa vista di Torre Paola, sentinella del Promontorio del Circeo.

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Torre Astura

Per raggiungere questo castello Medievale che sorge su uno scoglio a pochi metri dalla costa, bisogna costeggiare il fiume Astura, passando all'interno delle aree più suggestive, selvagge ed affascinanti dell'intera costa laziale. La fortificazione è senz'altro da ritenersi una delle emergenze più belle della costa laziale, visibile anche da grande distanza, isolata com'è nella piatta campagna circostante. È probabile che qui si trovasse il porto dell'antica città di Satricum,

Cicerone possedeva una villa in quest'area, in età imperiale la villa subì rifacimenti e venne realizzato il porto artificiale, del quale ancora si vedono i due bracci che si distaccano dalla peschiera. Su questa venne edificato, in epoca medievale (XII sec), il castello da parte dei Frangipane. Nel 1268 il castello fu teatro della cattura di Corradino di Svevia, consegnato da Giovanni Frangipane agli emissari di Carlo d'Angiò, che lo fece decapitare a 

Napoli sulla pubblica piazza. Per vendicare il tradimento nel 1268 una flotta siciliana distrusse il castello, che venne però successivamente ricostruito.

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Villa di Domiziano

Area Archeologica importantissima, sorge sulle rive del lago di Paola ed è quasi interamente da scoprire e da studiare perchè la vegetazione ha completamente ricoperto i resti antichi in un  equilibrio emozionante. Il sito era già occupato da ville costiere di età repubblicana, su cui è stata impostate la nuova villa. L'unicità del sito è rappresentata dalle opere idrauliche e dal sistema delle cisterne di alimentazione. La costruzione dalla villa in una località lontana da sorgenti comportò necessariamente la creazione di tutto un vasto e complesso sistema di approvvigionamento idrico necessario sia per i bisogni giornalieri che per quelli di una lunga stagione secca senza che ne avessero a soffrire tutti gli edifici residenziali e le attrezzature di servizio.

VIA LAGO

Il sito archeologico che sta venendo fuori dalle sabbie del bosco costiero del Parco del Circeo, si trova sulle sponde del lago, ai piedi del Promontorio di Circe. 

Per godere la Villa bisogna raggiungerla via lago, in Canoa per esempio. 

Da Torre Paola, dopo circa 20 minuti tra dune, boschi e porti antichi, si raggiunge l’approdo. Le prime strutture visitabili sono le terme, scenograficamente affacciate verso il promontorio in un contesto molto simile al “locus amenus”.Opera di alto ingegno e di notevole suggestione poi, all’interno del bosco, le gradi cisterne sotterranee che, attraverso la captazione dell’acqua freatica permettevano di avere acqua anche dove normalmente non c’era!

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Satricum

Prima che Roma diventasse una grande potenza internazionale, a contenderle i territori nel Basso Lazio c’erano i Volsci, grazie ai quali Satricum divenne famosa nel mondo antico. La cittadina era un centro fiorente che sorgeva sulle rive del fiume astura. Il tempio della Mater Matuta che lo domina da una collinetta era un importante centro religioso per tutto il sud Italia.

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Gaeta

Sorge sullo sperone di Monte Orlando. Repubblica marinara e luogo di villeggiatura già ai tempi degli antichi romani. La sua linea costiera è un susseguirsi di spiagge. Il “borgo” formatosi su iniziativa dei pescatori e dei piccoli agricoltori, si snoda lungo Via Indipendenza, piena di botteghe tipiche. La trama urbana della Gaeta antica è tipicamente medievale e si articola tutt’attorno al maestoso Castello Angioino-Aragonese, formato da due corpi sui quali si stagliano torri cilindriche e torrioni troncoconici, con le tipiche viuzze, i camminamenti, i campanili normanni, le mura, che formano il quartiere S.Erasmo. Numerosi gli edifici religiosi di valore artistico e culturale: la Cattedrale di S.Erasmo, ed il campanile normanno, le chiese della SS.ma Annunziata con l’adiacente Grotta d’oro. Sul Monte Orlando, che domina un tratto di mare dichiarato Oasi Blu, sorgono il Santuario della SS.ma Trinità, la Grotta del Turco e la fenditura nella roccia, detta Montagna Spaccata, legati a numerose leggende cristiane.

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Priverno e Privernum

Patria della Regina Camilla e capitale dei Volsci, nace dalla distruzione di Privernum (329 a.C.), che sorgeva in località Mezzagosto nella pianura solcata dal fiume Amareno dove, dopo numerosi interventi di scavo che hanno portato alla luce numerosi resti dell’epoca, ora si trova l’area archeologica. Il nucleo storico medievale è disposto a corona intorno al fulcro del colle, articolandosi attorno alla piazza dove sorgono la Cattedrale di S.Maria ed il Comune. Altre opere monumentali di pregio artistico sono Palazzo Antonelli, parte delle mura difensive con le porte di accesso, palazzi e case-torri inglobati nel tessuto urbano e torri esterne. Per quanto riguarda gli edifici religiosi, oltre alla citata Cattedrale dove è conservato il teschio che si ritiene essere di S.Tommaso d’Aquino, sono da ricordare le chiese di S.Tommaso con il convento di S.Antonio Abate, dei SS.Cristoforo e Vito, della Madonna della Stella, di S.Giovanni Evangelista, di S.Benedetto, di S.Nicola, di S.Lucia e l’ex complesso monastico di S.Chiara. Nell’ex Palazzo Vescovile è stato collocato il nuovo Museo Archeologico.

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Sperlonga

Secondo alcuni studiosi, non lontana dalla coste di Sperlonga sorgeva Amiclae, la misteriosa città fondata dai Laconi. Ma furono i Romani a scoprirla alla fine dell’età repubblicana, realizzando magnifiche residenze. Il nome del paese deriva dalle numerose cavità naturali, in latino speluncae, tra cui quella utilizzata dall’imperatore Tiberio. Dopo la caduta di Roma, i ruderi della residenza imperiale, verso il VI secolo, servirono da rifugio a comunità e popolazioni locali. Il piccolo centro venne raso al suolo nell’agosto del 1534 dalle orde del corsaro Khair ad - Din detto il Barbarossa.

Nel Settecento e nell’Ottocento, Sperlonga assunse l’attuale caratteristica struttura a forma di testuggine e venne arricchita con chiese e palazzi signorili.

Museo della Villa e dell'Antro di Tiberio

Tra i resti della Villa imperiale e dall’Antro di Tiberio, una grotta naturale molto suggestiva in riva al mare, all’estremità meridionale della Spiaggia d’Angolo furono rinvenuti numerosi gruppi marmorei ora esposti nel sovrastante Museo archeologico nazionale. I quattro gruppi principali finora identificati rappresentano: l’accecamento di Polifemo da parte dell’eroe omerico; l’assalto del mostro Scilla alla nave; il ratto del Palladio dal tempio troiano di Athena; il cosiddetto Pasquino.

La grotta sorge a ridosso di un tratto di mare incontaminato “oasi Blu” del WWF in un contesto molto particolare che unisce l’archeologia alla natura.

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Borgo e Abbazia di Fossanova

L'abitato sito tutt'intorno ha l'aspetto di vicus e prende il nome da una cloaca che nei primi tempi del piccolo borgo (ora frazione di Priverno) era chiamata Fossa Nova. L'abbazia, in stile gotico cistercense, ma più precisamente in una visibile forma di transizione fra il romanico ed il gotico, è considerata la prima di questo stile in Italia (1187-1206), ha l'interno spoglio o quasi di affreschi secondo l'austero memento mori dei monaci cistercensi. Nella foresteria vi è la stanza ove visse, pregò e meditò san Tommaso d'Aquino negli ultimi giorni della sua vita e dove morì nel 1274; ancora oggi in chiesa se ne conserva la semplice tomba vuota , il corpo fu trasferito dai domenicani a Tolosa alla fine del XIV secolo.

Il complesso abbaziale è un rifacimento di quello benedettino è costituito dal chiostro, fulcro dell'intero organismo, dalla chiesa di Santa Maria, dalla Sala Capitolare con sovrastanti dormitori dei monaci, dal refettorio, dalla cucina e dai dormitori dei conversi. Completano l'insieme la casa dei pellegrini, il cimitero e l'infermeria. Conserva la nuda architettura, il magnifico rosone e tiburio e i capitelli finemente scolpiti. Gli edifici del complesso monumentale sono recintati così da apparire come un borgo, per altro arricchito dai resti di una villa romana del I secolo a.C., visibili proprio di fronte alla chiesa.

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Terracina

Si adagia su circa 15 km. di costa, nell’ampio golfo racchiuso dai promontori del Circeo e di Gaeta. La sintesi visiva della sua storia si coglie nell’attuale Piazza del Municipio: tratti dell’Appia romana, il Foro Emiliano, tracce del teatro romano, il capitolium; il medio evo, rappresentato dalla Cattedrale di S.Cesareo, dal Palazzo Venditti, dalla torre dei Rosa (oggi sede del Museo Civico), e dal Castello Frangipane; sempre all’interno della città antica si trovano le chiese del Purgatorio e di S.Giovanni; a breve distanza, i settecenteschi Palazzo Braschi e Palazzo della Bonifica; la parte moderna, con il Municipio. Dalla stessa piazza si coglie anche la vista dei due simboli di Terracina: il mare ed il Tempio di Giove Anxur, parte di un complesso monumentale che costituiva l’acropoli, posto sul Monte S.Angelo, da cu isi gode una vista mozzafiato che abbraccia il golfo e le isole pontine, fino ad estendersi, nelle giornate particolarmente serene, alle perle campane di Ischia e Capri.

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Norba e Norma

Situata a 410 m., su di uno sperone di roccia a strapiombo (la Rave), domina la sottostante Pianura Pontina.

Le origini dell’attuale paese risalgono al Medio Evo, mentre il suo nome deriva dall’antica Norba che, distrutta nell’82 a.C. e mai più ricostruita, sorgeva in località Civita, a circa un chilometro dal centro.

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Della cosiddetta “città di pietra”, sono ancora oggi visibili i resti delle imponenti mura poligonali lunghe circa 2.300 m., interrotte da porte e dal bastione della Loggia ma tutta l’area era ricca di edifici pubblici e privati, luoghi di culto e centri amministrativi.

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La città medievale fu feudo dei Caetani e passò ai Borghese nel XVII sec. Oltre alle porte, sono da ricordare il Palazzo Baronale, la Collegiata della SS.ma Annunziata, il Santuario della Madonna del Rifugio e, sulla costa sud-occidentale della collina, il Santuario di S. Michele Arcangelo.

Grazie alla sua particolare posizione, Norma è meta prescelta degli amanti del parapendio. Grande e di buona qualità la produzione di ricotta, olio e castagne, che vengono “festeggiate” con la sagra che si tiene a fine ottobre.

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Se volete approfondire la conoscenza del sito, potete scaricare questo articolo divulgativo, realizzata dalla Dott.ssa Giulia Santoro.
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San Felice Circeo

Si avvolge nel mito dell’avventura di Ulisse che qui sbarcò, attirato dalla Maga Circe, quest’area fu abitata da epoche remotissime. Lo testimoniano i numerosi reperti raccolti nella Mostra Homo Sapiens et Habitat e, soprattutto, le numerose grotte marine nelle quali furono rinvenuti il primo cranio di un uomo neandertaliano, utensili ed attrezzi, resti di uomini preistorici. Le origini della città sono documentate dall’acropoli e dalle mura ciclopiche di Circeii che si fanno risalire al VI-IV sec. A.C. e che accompagnano la vetta del monte ed il centro storico. L’area è una splendida sintesi ambientale in cui spicca il promontorio, unica altura della pianura pontina, dalla cui cima si domina un vasto panorama che abbraccia la pianura, i monti, il mare e le isole pontine. Il piccolo e caratteristico centro storico, raccolto attorno alla duecentesca Torre dei Templari ed al Palazzo Baronale, affacciati sulla Piazzetta Lanzuisi è, in estate, uno dei centri pulsanti di vita notturna, tra e locali tipici, boutiques e botteghe.

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Abbazia di Valvisciolo

Ubicata in una piccola valle per tradizione medievale detta dell'usignolo. È uno dei più importanti esempi di gotico-cistercense in Italia, costruita in pietra calcarea locale . Da visitare la Galleria Abate Stanislao White. Fondata nel VIII secolo da monaci greci, occupata e restaurata dai Templari nel XIII sec, quando nel XIV secolo questo ordine venne disciolto subentrarono i Cistercensi. Gli indizi della presenza Templare sono costituiti da alcune caratteristiche croci: nel primo gradone del pavimento della chiesa, nel soffitto del chiostro e quella più famosa di tutte scolpita nella parte sinistra dell'occhio centrale del rosone, venuta alla luce nei restauri di inizio secolo.

Sopra il portone d'ingresso si può notare un rosone. Il chiostro sito alla destra dell'abbazia guardando la facciata ha un giardino vivacemente colorato.

L'interno della chiesa, a tre navate suddivise da pilastri e colonne, presenta pareti spoglie di affreschi secondo i canoni del "memento mori" dei cistercensi che evitavano gli sfarzi architettonici perché non contava per loro la materialità ma, invece, la spiritualità. 

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Parco Nazionale del Circeo

Fu istituito (primo P.N. d'Italia) durante la Bonifica Integrale, evitando il totale disboscamento dell'antica ed inospitale "Selva di Terracina" di cui una piccola porzione costituì, insieme al Lago di Sabaudia, alla Duna Litoranea ed al Promontorio del Circeo, la area di conservazione del Parco.Sia per la dislocazione geografica coincidente con le principali rotte migratorie, sia per l'estrema varietà di habitat integri che offre, nel parco è possibile ammirare numerose specie di uccelli, oltre che di mammiferi di piccola e media taglia.

Le grotte ed i ripari naturali del promontorio sono importantissimi siti preistorici nei quali, oltre al ritrovamento di un cranio dell'uomo di Neanderthal (1939), numerosissime sono le altre testimonianze (resti fossili, reperti litici, ecc.).

L'epoca romana, sia imperiale che repubblicana, è altrettanto presente con opere di raffinata ingegneria residenziale ed idraulica.

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Sermoneta

Sorge su una collinetta circondata da oliveti, castagneti e, nella parte più alta, faggeti. E’ il centro medievale più integro e, per diversi aspetti, più suggestivo delle colline Lepine, con una struttura urbana tutta raccolta all’interno della cinta muraria. Il fiore all’occhiello del paese è sicuramente l’imponente Castello Caetani, restaurato ai primi del XIX secolo da Gelasio Caetani. 

Altrettanto pregevoli sono la Collegiata di S.Maria, la chiesa di S.Giuseppe, che conserva un ciclo di affreschi del Siciolante; la chiesa dell’Annunziata; la Loggia dei Mercanti (antica sede comunale), la Porta degli Annibaldi; la chiesa della Madonna delle Grazie, il Convento di S.Francesco con il famoso leccio di oltre 500 anni; la chiesa di S.Michele Arcangelo e l’ex sinagoga. 

Sermoneta ospita importanti rassegne nazionali ed internazionali come il Festival Pontino di Musica da Camera, il Maggio Sermonetano (rassegna di musica ed arte), eventi storici come la Rievocazione della Battaglia di Lepanto, cui si affiancano manifestazioni più tipicamente paesane come la sagra della polenta.

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Sabaudia

E’ un’oasi! Una parola sola per descrivere una città dove la natura si è divertita a lasciare i suoi segni più belli: la grande foresta della Selva del Circeo, la lunga ed imponente duna costiera ricca di vegetazione mediterranea, i laghi di Fogliano, dei Monaci, di Caprolace e di Paola, resti archeologici, il mare ed il sole. Fondata il 5 agosto 1933, conserva integro l’originale impianto urbanistico ed architettonico che le hanno fatto attribuire meritatamente il titolo di “Città del Razionalismo”: la Piazza del Comune, l’ex casa del Fascio e gli altri edifici della fondazione.

Sabaudia è sede della Direzione del Parco Nazionale del Circeo, con il Centro Visitatori.

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Area rintauralizzata di Pantanello

Pantanello è la nuova area dei giardini di Ninfa, dove è stato ricreato l'ambiente pre-bonifica. La spettacolarità del posto è data sia dalla posizione ai piedi dei monti, sia dalla suggestione creata dai meandri del fiume Ninfa che contribuisce a creare laghetti e stagni.

La zona è diventata meta di molti uccelli migratori. Il periodo migliore per assistere allo spettacolo è l'inverno.

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Piana delle Orme

Parco storico tematico realizzato per ospitare una delle collezioni più grandi ed eterogenee al mondo: aerei, carri armati, locomotive, carretti, radio, armi e centinaia di mezzi militari, trattori agricoli, trebbiatrici, tram e corriere, utensili e migliaia di oggetti di ogni tipo e misura. Dedicato al Novecento, rappresenta un viaggio attraverso 50 anni di storia italiana. 14 padiglioni tematici per raccontare le tradizioni e la cultura della civiltà contadina, le grandi opere di bonifica, la Seconda Guerra Mondiale, ecc.

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Giardini di Ninfa

Era una città medievale di cui esistono ancora diverse suggestive testimonianze. Ma Ninfa è soprattutto una magnifica oasi naturalistica, unica al mondo, creata dove un tempo regnava la palude.

La storia di questo luogo inizia dalla metà dell’VIII sec., fu proprietà di diverse potenti famiglie come i Conti di Tuscolo, i Frangipane e Caetani che diede inizio a quello che sarebbe stato uno dei periodi di maggiore fulgore. La città fu distrutta nel 1382 e completamente abbandonata. Bisognerà attendere il 1920 per vedere Ninfa tornare a nuova vita, dopo imponenti interventi di recupero attuati da Gelasio e Roffredo Caetani. La grandezza dell’attuale Oasi naturalistica è dovuta soprattutto a Lelia Caetani, ultima discendente della famiglia che portò a termine il progetto dell’attuale giardino seguendo il suo istinto creativo. L’atmosfera che si respira è quella di un luogo magico, dove vivono, le une accanto alle altre, piante ed essenze floreali provenienti da ogni parte del mondo, come se il terreno ed il clima si adattassero ad esse e le fornissero tutti gli elementi tipici del loro habitat originario, necessari per crescere rigogliose. Tutto sembra far parte di un progetto soprannaturale, alla cui bellezza contribuiscono il fiume Ninfa i ruscelletti, il lago e la fauna variegata.  

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Lago di Fogliano

Sulle sponde dei Laghi non è raro vedere aironi, garzette ed una quantità di uccelli minori, levarsi in volo, sede ideale di Bird Watching.

Nell'oasi di Fogliano inoltre, sono visitabili la villa inglese, l’orto botanico e le strutture per l’animazione naturalistica e lo studio dell’ambiente. Lungo la “strada interrotta”, oltre alla duna quaternaria intatta, si ritrovano resti archeologici della Via Severiana. Ovunque domina l’imponente mole del Promontorio del Circeo. 

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da un'idea di Marco Mastroleo

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